Saldo e stralcio: quando conviene
Saldo e stralcio: quando si può uscire dai debiti senza una procedura giudiziale
Non tutte le crisi devono necessariamente arrivare davanti al tribunale. In alcuni casi una trattativa ben costruita può essere la strada più semplice. Ma il creditore non è obbligato ad accettare.
Che cos'è davvero un saldo e stralcio
Nel linguaggio comune “saldo e stralcio” viene spesso presentato come una procedura. In realtà, nella sua forma negoziale, è essenzialmente un accordo: il creditore accetta un pagamento inferiore rispetto al credito nominale e, alle condizioni pattuite, considera definita la posizione.
Il punto fondamentale è proprio questo: serve l'accordo del creditore. Non esiste un diritto generale del debitore a imporre unilateralmente il pagamento del 20%, del 30% o di qualsiasi altra percentuale.
Perché un creditore dovrebbe accettare meno?
Perché un recupero certo, rapido e documentato può essere economicamente preferibile rispetto a un recupero lungo, costoso e incerto.
La trattativa diventa quindi credibile quando è possibile spiegare perché la proposta rappresenta un risultato ragionevole anche per il creditore. Disponibilità immediata, situazione patrimoniale, presenza di altri creditori, costi del recupero e concrete prospettive di incasso sono tutti elementi rilevanti.
Quando la trattativa può essere interessante
Può avere senso quando il numero dei creditori è gestibile, quando esiste liquidità o una fonte concreta per finanziare l'accordo e quando le posizioni possono essere negoziate senza creare squilibri ingestibili.
Può essere meno adatta quando i creditori sono molti, le risorse disponibili sono minime, esistono esecuzioni concorrenti oppure la posizione richiede gli effetti tipici di una procedura concorsuale.
Saldo e stralcio e sovraindebitamento non sono nemici
Uno degli errori più comuni è considerarli due mondi contrapposti. In realtà la prima analisi dovrebbe confrontare entrambe le strade. Se una soluzione negoziale consente di chiudere la crisi in modo sostenibile e documentato, può essere preferibile. Se invece la trattativa non offre una soluzione complessiva, gli strumenti del Codice della Crisi possono diventare centrali.
L'obiettivo non è utilizzare per forza una procedura. È risolvere il problema con lo strumento più proporzionato.
Attenzione alla liberatoria
Una trattativa non finisce con il bonifico. L'accordo deve essere scritto in modo chiaro e deve disciplinare gli effetti del pagamento: importo, termine, rinuncia al residuo quando pattuita, eventuali garanzie, segnalazioni e chiusura delle iniziative di recupero.
Pagare una somma senza avere definito esattamente che cosa accade al debito residuo può creare nuovi problemi invece di risolverli.
In breve
Il saldo e stralcio è una trattativa, non una percentuale garantita. Funziona quando la proposta è sostenibile per il debitore e razionale per il creditore.
Vuoi capire cosa si può fare nel tuo caso?
Prima di scegliere tra trattativa e procedura giudiziale è utile simulare entrambe le alternative e capire quale può realmente chiudere la posizione.
NewRise può analizzare i creditori e verificare se esistono le condizioni per una strategia negoziale.
Riferimenti normativi essenziali
- Codice civile – autonomia negoziale e disciplina delle obbligazioni.
- D.Lgs. 14/2019 – strumenti di regolazione della crisi e procedure di sovraindebitamento, da valutare come alternativa alla soluzione negoziale.
Lucas Barbesino
Consulenza legale e aziendale – Sovraindebitamento e crisi d'impresa
NewRise
I contenuti hanno finalità informativa e non costituiscono parere legale. Eventuali casi descritti sono anonimizzati e alcuni elementi sono stati modificati per impedire l'identificazione degli interessati. I risultati ottenuti in un singolo caso non costituiscono garanzia di risultati analoghi in situazioni differenti. Ogni posizione deve essere valutata individualmente sulla base delle condizioni previste dalla normativa vigente.

