Non hai beni? Esiste una via d'uscita
Non hai beni? Esiste una via d'uscita anche per chi non ha nulla da offrire ai creditori
L'esdebitazione del debitore incapiente è uno degli strumenti meno conosciuti del Codice della Crisi. Non è un condono e non è automatica, ma in presenza dei requisiti può consentire una vera ripartenza.
“Non ho niente: quindi non posso fare nessuna procedura”
È una delle frasi che sentiamo più spesso. Una persona ha accumulato debiti, non possiede immobili, non ha risparmi significativi e il reddito mensile è appena sufficiente per le necessità quotidiane. La conclusione sembra inevitabile: se non c'è nulla da offrire ai creditori, non esiste alcuna soluzione.
In realtà il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza contempla espressamente anche la situazione del debitore persona fisica meritevole che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, neppure in prospettiva futura. È la figura del cosiddetto debitore incapiente, disciplinata dall'art. 283 CCII.
È uno strumento particolare, proprio perché consente di affrontare il problema del debito anche quando manca la possibilità concreta di costruire un piano di pagamento.
Che cosa significa “incapiente”?
Non significa semplicemente essere momentaneamente senza liquidità. La situazione deve essere analizzata nel suo complesso: patrimonio, redditi, capacità lavorativa, spese necessarie, composizione del nucleo familiare, origine dei debiti e prospettive ragionevoli.
L'idea di fondo è semplice: la legge distingue chi potrebbe pagare qualcosa ma non vuole farlo da chi, invece, si trova realmente nell'impossibilità di offrire utilità ai creditori. Proprio per questo la procedura richiede una verifica rigorosa.
Il debitore deve inoltre mettere a disposizione tutte le informazioni necessarie e mantenere un comportamento trasparente. Nascondere beni, redditi o operazioni compiute prima della domanda è incompatibile con la logica dello strumento.
Non è un condono e non è una scorciatoia
L'esdebitazione dell'incapiente non cancella i debiti perché qualcuno decide di “fare uno sconto”. È un istituto previsto dalla legge e sottoposto al controllo giudiziario.
Il fatto che non sia necessario offrire immediatamente una percentuale ai creditori rende questa procedura molto potente, ma proprio per questo i requisiti vengono valutati con particolare attenzione. Non basta affermare di non avere nulla: occorre documentarlo.
Il Codice prevede inoltre regole specifiche nel caso in cui, dopo l'esdebitazione, sopravvengano utilità rilevanti entro il periodo stabilito dalla legge. Anche questo dimostra che non si tratta di una cancellazione indiscriminata.
Quali debiti possono entrare nella valutazione?
La posizione deve essere ricostruita integralmente. Finanziamenti, carte revolving, prestiti personali, esposizioni verso banche, debiti fiscali o contributivi e altre obbligazioni possono avere discipline ed effetti differenti.
Non è quindi corretto partire dalla domanda “quanto mi cancellano?”. La domanda corretta è: quali debiti ho, da dove derivano, quali sono esdebitabili e quale procedura è realmente utilizzabile?
Il vero primo passo: ricostruire la situazione
Prima di parlare di tribunale occorre costruire una fotografia completa. Elenco dei creditori, cartelle, finanziamenti, eventuali procedure esecutive, redditi, estratti conto, beni posseduti e spese necessarie devono essere messi in ordine.
È spesso questa fase a far emergere se la persona è realmente incapiente oppure se esiste un'altra soluzione più adatta, come una ristrutturazione dei debiti del consumatore o una liquidazione controllata.
La forza del sistema non sta nell'avere una procedura buona per tutti, ma nell'avere strumenti differenti per situazioni differenti.
In breve
Non possedere beni non significa automaticamente essere condannati ai debiti per sempre. Esiste uno strumento specifico per il debitore persona fisica realmente incapiente, ma richiede requisiti precisi, trasparenza e una valutazione concreta.
Vuoi capire cosa si può fare nel tuo caso?
Se il tuo reddito basta appena per vivere, non possiedi beni significativi e i debiti sono diventati impossibili da sostenere, il punto non è fare promesse: è verificare se la tua situazione rientra nei presupposti previsti dalla legge.
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Riferimenti normativi essenziali
- D.Lgs. 14/2019, art. 283 – esdebitazione del sovraindebitato incapiente.
- D.Lgs. 14/2019, disciplina generale delle procedure di sovraindebitamento.
Lucas Barbesino
Consulenza legale e aziendale – Sovraindebitamento e crisi d'impresa
NewRise
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